Storia del Tatuaggio Inuit Indiano

Con la parola Inuit ci si riferisce ai popoli indigeni che vivono lungo le coste artiche della Siberia, Alaska, Groenlandia e Canada. Queste popolazioni praticavano una forma unica di tatuaggio. Alcuni tatuaggi erano personali, che venivano fatti per riportare e ricordare avvenimenti salienti della vita del soggetto mentre altri venivano indossati da tutto il gruppo o il clan di appartenenza. In entrambi i casi, i tatuaggi, vennero utilizzati per trasmettere informazioni importanti sull'individuo e fungevano come forma di protezione magica contro una varietà di malattie.

Il tatuaggio venne praticato tra gli Inuit per almeno 3500 anni, secondo le testimonianze archeologiche, e, come nel vicino Pacifico nord-occidentale, veniva soprattutto usato dalle donne.

Le donne anziane facevano i tatuaggi, con aghi di osso o avorio infilati su un bastoncino di osso o altro materiale, anneriti con fuliggine per marcare i segni nel derma. Le donne letteralmente cucivano un filo attraverso la pelle, lasciando il colore nero della pelle, una capacità che avevano sviluppato attraverso la fase di cucitura dei vestiti. Le prime descrizioni europee e raffigurazioni di Inuit tatuati risalgono alla metà del sedicesimo secolo, descrivono il tatuaggio facciale di donne che hanno in parte coperto la fronte, le guance, e soprattutto il mento, e che era costituiti da linee e motivi geometrici. Come con altre tribù, i tatuaggi sul mento, che venivano fatti dopo la pubertà, erano usati per dimostrare che una donna era da marito,o anche per proteggere le donne dai nemici.

I tatuaggi inoltre dimostravano chi si sottoponeva alla tecnica del tatuaggio era in grado di sopportare il dolore, una caratteristica attraente da cercare in una moglie. Anche le donne a volte ricevevano tatuaggi sulle cosce, per rendere più facile il parto e per mostrare ai bambini qualcosa di bello quando emergevano dal grembo materno.

Gli uomini indossavano i tatuaggi, ma, come con le tribù del nord-ovest del Pacifico, questi segni indicavano il valore di cacciatore dell'uomo che li portava oppure del loro valore nell'uccidere un nemico, specie se il tatuato portava due linee orizzontali sul viso, o se aveva ucciso una balena (una linea che andava dalla bocca a ciascun orecchio, oppure un semplice puntino).

Sia uomini che donne portavano tatuaggi fatti di punti, sulle articolazioni, per questioni di lutto o per proteggersi dal male durante il funerale, in quanto secondo i loro miti, gli spiriti gli spiriti potevano entrare attraverso i giunti per causare morte e malattie: i tatuaggi sulle articolazioni, che a vostra informazione e curiosità corrispondevano spesso a punti dell'agopuntura, chiudevano gli ingressi a questi spiriti maligni.